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Nehemiah, 2 By O.Miccolis
DIO USA L’UOMO CHE PREGA
Neemia-2
Neemia era una persona molto comune:
egli era un uomo d’azione e di preghiera nello stesso
tempo. Stiamo trattando la vita e le opere di quest’uomo,
proprio per il fatto che egli ci offre un valido esempio.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di essere influenzati
verso il bene. Abbiamo bisogno di modelli da seguire,
e noi crediamo che nella Bibbia, oltre alla vita esemplare
di Gesù, abbiamo anche la vita di altri personaggi
che meritano essere imitati.
Neemia conosceva bene l’importanza della
preghiera prima di iniziare a svolgere un determinato
compito; sapeva che solo in Dio poteva trovare l’aiuto
necessario per portare a termine quanto preposto, poiché
senza Dio diventa impossibile. L’ha detto anche Gesù
«Senza di me non potete far nulla» (Giovanni 15:5).
Perciò possiamo vedere che Neemia è un uomo
che prega tanto. Infatti, in ben undici capitoli sui tredici
che compongono il libro omonimo, troviamo sempre che Neeemia
prega. La sua preghiera era persistente ed egli era sicuro
di parlare a Dio il quale lo ascoltava mentre egli pregava.
Leggiamo il versetto sei del Capitolo 1 del libro
di Neemia.
«Siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi
occhi aperti per ascoltare la preghiera che il tuo servo
ti rivolge adesso, giorno e notte, per i figli d’Israele,
tuoi servi, confessando i peccati dei figli d’Israele:
perché abbiamo peccato contro di te; abbiamo peccato
io e la casa di mio padre» (Neemia 1:6).
Come si nota, non era una preghiera casuale
o formale ;egli aveva un cuore rotto ed oppresso a causa
del bisogno, e quindi esprimeva i suoi sentimenti, il
suo stato d’animo davanti al Si
gnore. Difatti abbiamo letto che egli
pregava notte e giorno, e nel capitolo due si legge che
egli pregò a tal punto da trascurare il sonno ed
il cibo fino a divenire pallido e malaticcio. Questo
è il genere di preghiera che ottiene risposta da
Dio.
Un giorno, i discepoli furono sorpresi
nel vedere che avevano pregato per un ragazzo posseduto
dal demonio e non avevano ottenuto alcuna risposta di
liberazione. Si rivolsero a Gesù e gli chiesero:
«Perché non l’abbiamo potuto cacciare noi?» Gesù
rispose loro: «A causa della vostra poca fede; perché
in verità io vi dico: se avete fede quanto un granello
di senape, potrete dire a questo monte: "Passa da qui
a là", e passerà; e niente vi sarà
impossibile. Questa specie di demoni non esce se non per
mezzo della preghiera e del digiuno» (Matteo 17:19-21)
Nella risposta di Gesù vediamo
la necessità di pregare con intensità, con
sentimento, insomma con un cuore che sente il peso dell’altrui
bisogno. La vita di preghiera di Neemia è un modello
che ci indica tre fasi importanti: l’adorazione, la confessione,
e la petizione, ossia la presentazione delle richieste.
I. L’ADORAZIONE
Nel versetto 5 notiamo Neemia che onora
Dio riconoscendo la sua grandezza, in quanto egli afferma:
«O SIGNORE, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che
mantieni il patto e fai misericordia a quelli che ti amano
e osservano i tuoi comandamenti»
Cari amici e fratelli quando ci troviamo
di fronte ad un problema serio, è sempre opportuno
focalizzare la nostra attenzione sulla grandezza di Dio,
poiché alla luce della sua grandezza il problema
si ridimensiona.
Neemia vedeva e conosceva Dio come: «SIGNORE,
Dio del cielo, Dio grande e tremendo, ricco in misericordia».
Cari amici in assolto, questo è il Dio che noi
adoriamo: egli non è distante e disinteressato,
ma è presso di quelli che lo invocano, i quali
hanno un cuore rotto e spezzato dalle vicissitudini della
vita. Se tu sei nel bisogno in questo momento, sappi che
il SIGNORE, il Dio del cielo e della terra, il Dio grande
e tremendo, è ricco di misericordia ed egli ti
è accanto in questo momento.
Per adorare Dio in maniera intelligente
credo che sia opportuno meditare sui suoi attributi. Impariamo
a ringraziarlo per la sua onniscienza, onnipotenza ed
onnipresenza. Entriamo nella contemplazione della sua
santità, della sua giustizia, del suo amore, della
sua bontà, della sua fedeltà e misericordia
infinita.
Quando le persone bestemmiano e profanano
il nome del Signore dimostrano tutta la loro bassezza
morale ed una totale ignoranza circa la grandezza e la
maestà di Dio.
II. LA CONFESSIONE
Il secondo punto degno riflessione mentre
preghiamo è il bisogno della confessione.
Quando parliamo di confessione, non intendiamo certo riferirci
alla cosiddetta «confessione auricolare» in cui le persone
dentro un confessionale confessano i propri peccati ad
un uomo religioso (cfr. Geremia 17:5), poiché l’unico
Mediatore tra Dio e l’uomo è Cristo Gesù
(1 Timoteo 2:5). No, stiamo parlando del dialogo diretto
con Dio, e quindi anche di confessione diretta davanti
Dio, il quale conosce tutto di noi.
Neemia dice nei versi sei e
sette:
«Siano i tuoi orecchi attenti, per
ascoltare la preghiera, che il tuo servo ti rivolge, confessando
i peccati, perché abbiamo peccato contro di te;
abbiamo peccato io e la casa di mio padre. Abbiamo agito
da malvagi contro di te, e non abbiamo osservato i comandamenti»
Quindi, Neemia confessa apertamente i
peccati suoi e del suo popolo, riconoscendo che lo stato
in cui si trovava la città ed il popolo d’Israele,
era la diretta conseguenza delle proprie azioni e del
proprio peccato. La sua confessione diventa specifica
e dettagliata: «Abbiamo agito da malvagi contro di
te, e non abbiamo osservato i comandamenti»
Questo fu anche il tipo di confessione
che Davide fece dopo aver commesso adulterio con Batsheba
e l’assassinio di Uria, suo marito. Egli pregò
e disse: «Ho peccato contro te, contro te solo, ho
fatto ciò ch’è male agli occhi tuoi»
(Salmo 51:4). E ancora nel Salmo 66:18, nella versione
Nuova Diodati si legge: «Se avessi serbato del male
nel mio cuore, il Signore non mi avrebbe dato ascolto».
L’apostolo Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi ricorda:
«Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati;
ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore,
per non essere condannati con il mondo» (! Corinzi
1:31-32)
Dopo l’adorazione e la confessione, possiamo
presentare con fiducia le nostre richieste a Dio.
III. LA PETIZIONE
Neemia si sentì libero di pregare
perché sapeva di chiedere secondo la volontà
di Dio. Ecco la grande importanza di conoscere Dio: conoscere
la sua parola e non agire per sentito dire. Neemia sa
quello che Dio aveva detto e quindi nella sua preghiera
dice: «Signore questo è quanto tu hai detto:
Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli;
ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti
e li metterete in pratica, anche se sarete dispersi negli
estremi confini del mondo, io di là vi raccoglierò
e vi ricondurrò al luogo che ho scelto per farne
la dimora del mio nome».
Vedete la semplicità ma nel contempo
l’intensità del rapporto che Neemia aveva con Dio?
Anche noi oggi possiamo avere lo stesso rapporto con Dio,
poiché egli è lo stesso ieri oggi ed in
eterno (Ebrei 13:8). Egli non cambia, e non ha riguardi
personali per ciò che appaiono (cfr. Atti 10:34).
L’efficacia della preghiera è
sempre basata sulle promesse di Dio.
La preghiera di Neemia inizia contemplando
la grandezza di Dio, quindi passa alla confessione del
peccato commesso, e conclude con la manifestazione della
sua fiducia nelle promesse e nella fedeltà di Dio.
Un noto scrittore cristiano, scrivendo di Neemia ha detto:
«L’uomo che bagnò i muri
rotti di Gerusalemme con la preghiera, usa le sue abilità
nella ricostruzione delle sue rovine»
Neemia, non solo vide il bisogno, ma
egli sentì il peso dell’urgenza, tanto da cadere
sopra le sue ginocchia e pregare. EGLI offrì a
DIO se stesso e divenne PARTE della RISPOSTA di Dio.
Enrico Martyn, uno studente con la prospettiva
di una brillante carriera, respinse la ricchezza ed il
successo, secondo gli standard del mondo, scegliendo di
andare in missione. Egli pregò: «Eccomi Signore,
mandami all’estremità della terra, tra i selvaggi,
tra i pagani delle regioni non civilizzate. Mandami pure
lontano dai conforti e dalle: cosiddette comodità
della vita, mandami persino alla morte, purché
io possa servirti ed essere utile nel tuo regno. Il
Signore lo usò con potenza in India e nella Persia
dove si ammalò e diede la sua vita all’età
di 31 anni.
Altresì Neemia fu disposto ad
abbandonare la vita di lusso che egli aveva in Persia
per intraprenderne una di fatica nella ricostruzione di
Gerusalemme..
DIO è alla RICERCA di UOMINI
e DONNE disposti ad accettare la sfida per caricarsi del
peso degli altri ed intercedere nella preghiera. Il nostro
mondo è malato, e tanti sono i problemi che assillano
le famiglie. Il mondo ha bisogno del Signore, e noi siamo
chiamati a dare il nostro aiuto a quanti ne anno bisogno.
Cosa farai tu?
Ti invitiamo a Scriverci:
clti@clti.net
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