Nehemiah, 1 By O.Miccolis

DIO USA L'UOMO CHE SI DISPONE

Neemia-1

A qualcuno fu chiesto: "Mi sapresti dire quali sono i due problemi maggiori che assillano il mondo?". La risposta fu: "Non lo so, e non mi interessa". Questo sintetizza la precaria situazione d’indifferenza che oggi v’è nel mondo. Ci lamentiamo di tante cose, scarichiamo la colpa sugli altri, e spesso ci esimiamo dalla responsabilità che abbiamo, mentre – come abbiamo tante volte detto e ripetuto – viviamo una vista stranamente solitaria. Siamo soli mentre siamo circondati da un’immensa folla dove però ognuno vive una vita altrettanto solitaria.

È triste quando leggiamo di episodi simili a quello di una nostra connazionale di nome Caterina Genovese, che abitava a New York. Una sera, mentre Caterina tornava dal lavoro, fu aggredita e uccisa con diverse pugnalate. Le sue grida di aiuto non furono sufficienti ad attirare l’attenzione dei trentotto residenti del suo quartiere che assistettero inermi a quel barbaro attacco. Nessuno fece la sua parte per soccorrerla. Tutta la nazione si sentì profondamente colpita e disdegnata!

Questo tipo di problema è il risultato dell'apatia ed indifferenza che domina i cuori. Questo non E' un fatto nuovo, e pare che sia anche in aumento. Che tristezza questa mancanza di disponibilità, quanta e noncuranza. !

La Bibbia è il libro di guida sicura per eccellenza per ogni aspetto della vita. Nella Bibbia troviamo un Grande modello di SERVIZIO PERSONALE a Dio ed alla società. Il nostro personaggio si chiama Neemia.

Neemia era un ebreo portato prigioniero in Persia, tuttavia egli aveva una posizione distinta ed importante, egli era coppiere nella corte del Re Artaserse. Questo era un ufficio di fiducia. Egli aveva il compito di degustare il vino e le vivande del re per accertarsi che non fossero stati avvelenati. Diciamo che la sua vita era dedicata a preservare la vita di un altro.

Neemia conosceva la serietà del suo lavoro. Io desidero scrutare nella vita di questo personaggio modello, che certamente ci potrà aiutare a capire che Dio Si usa di chi si dispone a fare qualche cosa per cambiare le sorti del mondo.

In questa meditazione, trattiamo il Capitolo 1 di Neemia, dal verso 1 al verso 11. I primi tre versi ci presentano il primo quadro di questa drammatica storia.

NEEMIA viveva comodamente nel suo lavoro nel palazzo reale.

Lo storico ebraico Giuseppe Flavio, suggerisce l'ipotesi che una notte, mentre Neemia camminava fuori del Palazzo reale, senti parlare nella sua lingua Ebraica e cominciò a parlare con loro. Iniziò a chiedere notizie circa lo stato dei suoi fratelli connazionali, Giudei, superstiti della cattività, e rimasti a Gerusalemme.

L'attitudine di questo personaggio non era: Non lo so e non mi interessa. Egli si interessava!

Egli fece delle domande. "Io li interrogai", dice Neemia:

Essi mi dissero: "I superstiti che sono scampati dalla cattività sono laggiù, nella provincia, in grande miseria e obbrobrio; inoltre le mura di Gerusalemme sono piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco"

La prima lezione che impariamo E' che nel mondo c'è chi soffre e c'è bisogno di persone pronte ad ascoltare. Molti sono pronti a parlare piuttosto che ascoltare. Ecco perché siamo qui con questo programma, ecco perché‚ i nostri consulenti sono in attesa delle vostre telefonate. Desideriamo obbedire al mandato di Gesù e portare I pesi gli uni degli altri.

Neemia cominciò a rendersi utile facendo uso del suo orecchio. Egli prestò ascolto. E questa fu la sua REAZIONE

Neemia 1:4 Come udii queste parole, mi posi a sedere e piansi, quindi feci cordoglio per vari giorni, e digiunai e pregai davanti al DIO del cielo.

Ci sono quattro verbi importanti in questo passo i quali spiegano lo stato d'animo di Neemia.

Egli dice: Come udii queste parole, piansi, feci cordoglio, digiunai e pregai davanti al DIO del cielo.

Nessuno potrà toccare il cuore di una persona nel dolore senza essere prima essere stato toccato profondamente nel proprio cuore.

Si ricorda che un gruppo di persone dell'Esercito della Salvezza, si era recato in una zona molto depressa della città per predicare l'evangelo. Provarono ad attirare l'attenzione della gente con l'uso della musica, lo fecero con dei programmi speciali, lo fecero visitando la gente e lo fecero anche predicando. I risultati furono scoraggianti. Delusi inviarono un telegramma al Generale Booth in cui spiegavano di aver provato con ogni mezzo senza aver ottenuto alcun risultato. Il Generale, avendo ricevuto il messaggio, immediatamente rispose con una sola frase: "Provate con le lacrime!." lo fecero e tanti cuori furono toccati.

Il testo che abbiamo letto, rivela il cuore di Neemia attraverso la su preghiera.

Il Salmista, nel Salmo 137, nei versi 5 e 6, ci mostra il cuore e l'affezione di quelli che insieme a Neemia erano in cattività:

Se mi dimentico di te, o Gerusalemme, dimentichi la mia destra ogni abilità; resti la mia lingua attaccata al palato, se non mi ricordo di te, se non metto Gerusalemme al di sopra della mia più grande gioia.

Neemia conosceva l'importanza della preghiera in ogni compito della vita. Egli sapeva che Dio aveva la risposta e l'aiuto per la situazione disperata che gli stava dinanzi, ed ecco che troviamo che egli prega sempre, in fatti, Neemia prega in undici dei tredici capitoli del suo libro.

Egli Prega con persistenza e con umiltà e dice:

Siano le tue orecchie attente e i tuoi occhi aperti, per ascoltare la preghiera del tuo servo, che rivolgo ora a te giorno e notte per i figli d'Israele tuoi servi, confessando i peccati dei figli d'Israele, che noi abbiamo commesso contro di te. Si', io e la casa di mio padre abbiamo peccato.

La sua preghiera non era arida e formale. Era una preghiera che partiva da un cuore che sentiva un enorme peso per la sua gente e per la città di Gerusalemme. Era una preghiera da un cuore rotto ed oppresso a causa del bisogno.

Egli pregò con tanta intensità a tal punto da trascurare il riposo ed il cibo, tanto che divenne fisicamente pallido e malaticcio. Egli certamente si era caricato del peso del suo popolo.

Come abbiamo detto in apertura, oggi la tragedia più grande è quella che si manifesta con l'indifferenza e con l'egoismo. Nelle parole di quel personaggio al quale venne chiesto di elencare i due problemi maggiori del nostro secolo: NON LO SO e NON MI INTERESSA.

Possiamo parlare della miseria, della fame, delle guerre e di tutti i problemi del mondo, ma i casi difficili rimarranno sempre gli stessi fino a quando non cominceremmo a pregare con un cuore rotto e sincero.

Ricordo bene, era nel mese di Gennaio del 1993 quando sul marciapiede della strada principale di Calcutta, per la prima volta, aiutato da un ragazzino che mi faceva da interprete, pregai con la mano sul capo di una povera donna lebbrosa e della sua bambina di sei anni. Pregai: Signore, cambia le circostanze per questa povera donna e per la sua bambina. Intanto che pregavo mi domandavo, come potrà Dio cambiare questa situazione?Alla fine della preghiera il Signore mi disse: sarai tu che ti prenderai cura di loro. Oggi, Sita e Lutika hanno una casa; esse conoscono il Signore come loro personale Salvatore, e tutto ebbe inizio quando io cominciai a pregare.

La preghiera di Neemia E' una preghiera modello per ognuno di noi in modo che non presentiamo al mondo solo parole di grazia, ma opere di grazia, prodotte dalla nostra dedizione a portare i pesi gli uni degli altri.

Quindi, l'antica domanda: sono io forse il guardiano di mio fratello?, troverà risposta nella espansibilità che Dio mette su di noi quando dice: Io ti ho costituito guardiano.

Concludo esortando tutti i veri credenti e seguaci di Cristo a portare il peso dei deboli, a sfamare gli affamati, a visitare i solitari, a portare conforto agli afflitti, non tanto con delle parole ma con la presenza amorevole e piena di amore.

A quelli che non conoscono il Signore come il migliore amico, diciamo:

Cari amici, non siete soli. Dio vi ama ed anche noi vi amiamo e siamo qui per aiutarvi nel nome di Cristo. Vi invitiamo a scriverci, pregheremo per voi e vi aiuteremo nella crescita spirituale.

clti@clti.net

 
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